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Buttafuoco apre la Biennale: 'Andiamo avanti con audacia e libertà'

1 month ago 16

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Mentre infiammavano le proteste il Presidente della Fondazione La Biennale di Venezia, Pietrangelo Buttafuoco, ha sempre mantenuto il silenzio, ma oggi, a due giorni dall'apertura al pubblico della 61a Esposizione d'Arte, che si inaugura il 9 maggio, ha rotto il silenzio e spiegato che proseguirà il cammino con "audacia e libertà" come indicato da Mattarella. 

"Andare avanti, avere audacia, sviluppare in libertà i vostri progetti. Questo lo raccomanda il presidente della Repubblica. Il Capo dello Stato a cui dobbiamo riconoscenza e rispetto ha detto quale è il mandato dell'arte e della cultura: libertà e audacia. Ebbene eccoci", ha affermato Buttafuoco nella conferenza stampa di presentazione che si è conclusa con un lungo applauso al lui diretto. In apertura del suo intervento il presidente della Fondazione ha ringraziato il ministro della Cultura Alessandro Giuli che ha contestato fin dall'inizio la partecipazione della Russia e lo ha sottoposto a un pressing costante arrivando fino all'ispezione ministeriale e la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che pur non essendo d'accordo sulla partecipazione del Padiglione di Mosca, ha "confermato la libertà e l'autonomia" della Biennale. 

Video Sit in delle Pussy Riot e Femen al padiglione Russia della Biennale di Venezia

Buttafuoco ha ricordato poi che la "Biennale non è un tribunale", "seleziona le opere e non i passaporti", che "a Venezia non abbracciamo le armi, ma il dialogo" e che il "rischio è fermarsi al dito, alle polemiche e smarrire la luna". Questa edizione dell'Esposizione "non vuole risolvere, ma mostrare, aprire alle domande. Qui l'unico veto è l'esclusione preventiva" ha aggiunto e precisato: "mi preoccupano la censura anticipata, le dichiarazioni che piovono da ogni dove costruendo un verdetto prima del confronto". 

Resta un giallo invece il forfait del regista russo Alexander Sokurov e della scrittrice e architetta palestinese Suad Amiry che hanno annunciato oggi di non partecipare "per indisponibilità dell'ultima ora" alle serate di mercoledì 6 maggio e giovedì 7 maggio della Biennale della Parola/Il dissenso e la pace proposte come una sorta di riparazione alle contestazioni. "Bene Buttafuoco, fa ciò che dovrebbe fare Giuli", dicono gli esponenti M5s in commissione Cultura. "Con la destra la Biennale da tragedia in farsa", afferma Pier Luigi Bersani. 

Ma la tensione non si placa tra i Padiglioni nel secondo giorno di pre apertura su invito dei Giardini e dell'Arsenale. Circa 200 persone hanno preso parte a un'azione di protesta promossa da 'Art Not Genocide Alliance' contro la presenza del padiglione israeliano esponendo due striscioni con gli slogan "Stop genocide" e "No artwashing genocide".

Ad esplodere sono anche le contestazioni al Padiglione russo, aperto ufficialmente oggi, sempre su invito, con un grande schieramento di polizia e manifestanti, alcuni con le bandiere ucraine, che hanno gridato "Russia Stato terrorista" e mostrato cartelli con scritte contro Mosca. Dentro il Padiglione al piano superiore durante un'esibizione un giovane ha lanciato verso il pubblico il contenuto di una bottiglia di latte e scaraventato contro il muro una fetta di parmigiano, ma è stato subito bloccato dalle forze dell'ordine.

L'ambasciatore russo in Italia Alexey Paramanov minimizza e parla di "un piccolo incidente" e dice "non abbiamo paura di nessuno". Già in mattinata davanti alla Palazzina liberty del governo di Mosca alla Biennale c'era stato un sit in delle Pussy Riot e Femen con fumogeni. Tuonano anche i ministri della Cultura di Ucraina, Polonia e Baltici: "la Russia usa la cultura per ripulirsi" dicono in un evento della Biennale Arte. Si associa "simbolicamente alla protesta contro il padiglione russo" il vicepresidente della Camera dei deputati Fabio Rampelli di Fratelli d'Italia. "Inaccettabile" per Irene Manzi, capogruppo del Partito Democratico in Commissione Cultura alla Camera, "offrire un palcoscenico alla propaganda russa". Mentre per il vicepremier Matteo Salvini "gli assenti hanno sempre torto". "Viva l'arte libera e coraggiosa!", scrive su X. "Per evitare i russi in Biennale bastava non concedere i visti", sottolinea Franco Bernabè, presidente della Biennale di Venezia dal 2001 al 2003. E le proteste sono destinate a continuare anche nei prossimi giorni.

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

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