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Il mercato auto europeo in rosso a gennaio (-3,5%), Stellantis +6,7%

11 hours ago 1

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Il mercato dell'auto dell'Europa Occidentale (Ue+Efta+Regno Unito) apre in rosso il 2026. Le immatricolazioni in gennaio sono state - secondo i dati dell'Acea, l'associazione dei costruttori europei - 961.382 con una flessione del 3,5% rispetto allo stesso mese del 2025. Il gruppo Stellantis chiude gennaio con un dato positivo: le auto vendute sono 164.436 immatricolazioni, il 6,7% in più dello stesso mese dell'anno scorso, con la quota di mercato che passa dal 15,5% al 17,1%.
    Nell'Europa allargata sono in calo i principali gruppi automobilistici, in particolare Tesla che registra una flessione del 17%, Renault con un calo del 15% e Toyota del 13,4%. Perdono anche Volkswagen (-3,8%) e la casa cinese Saic in calo dell'1,8%. Oltre a Stellantis crescono i cinesi di Byd con 18.242 immatricolazioni (+165%) e una quota di mercato che sale dallo 0,7% all'1,9%. Positiva anche Mercedes (+2,8%).


    A gennaio 2026 sono state immatricolate 154.230 nuove auto elettriche a batteria, che rappresentano il 19,3% della quota di mercato dell'Ue, in aumento rispetto al 14,9% dell'anno precedente. Le immatricolazioni di auto ibride hanno conquistato il 38,6% del mercato, rimanendo la scelta preferita dai consumatori nell'Ue. Nel frattempo, la quota di mercato combinata delle auto a benzina e diesel è scesa al 30,1%, rispetto al 39,5% di gennaio 2025. I quattro mercati più grandi dell'Ue, che insieme rappresentano il 60% delle immatricolazioni di auto elettriche a batteria, hanno registrato risultati contrastanti: Francia (+52,1%) e Germania (+23,8%) hanno registrato una forte crescita, mentre Belgio (-11,5%) e Paesi Bassi (-35,4%) hanno registrato un calo. Le immatricolazioni di auto ibride elettriche nell'Ue sono aumentate a 308.364 unità, sostenute dalla crescita in Italia (+24,9%) e Spagna (+9%), mentre la Francia è rimasta stabile. A completare i quattro mercati principali, la Germania ha registrato un calo dell'1,8% rispetto a gennaio 2025. A gennaio 2026, le immatricolazioni di auto a benzina sono diminuite del 28,2%, con tutti i principali mercati che hanno registrato cali. La Francia ha registrato quello più significativo, con le immatricolazioni in calo del 48,9%, seguita da Germania (-29,9%), Italia (-25,5%) e Spagna (-22,5%). Con 175.989 nuove auto immatricolate il mese scorso, la quota di mercato della benzina è scesa al 22% dal 29,5% dello stesso mese dell'anno scorso. Il mercato delle auto diesel ha continuato il suo trend discendente, con le immatricolazioni in calo del 22,3%, che hanno rappresentato l'8,1% delle immatricolazioni di auto nuove lo scorso gennaio.


    "Il mercato europeo dell'auto registra un calo di ben il 21,6% rispetto al gennaio del 2019, l'anno che ha preceduto la pandemia. E ciò mentre nel resto del mondo le immatricolazioni hanno da tempo ampiamente superato il livello del 2019". Lo sottolinea il Centro Studi Promotor che indica la ragione della persistente crisi "nella politica per la transizione energetica varata dall'Ue che ha fortemente penalizzato l'industria europea dell'auto e con l'industria anche l'economia dell'Unione e i livelli occupazionali". A gennaio, tra i cinque maggiori mercati dell'area, Germania e Francia fanno registrare un calo su gennaio 2025, mentre Italia, Spagna e Regno Unito hanno messo a segno una modesta crescita. In particolare, la Germania accusa un calo del 6,6% sul gennaio 2025 e di ben il 27% sul gennaio 2019. Anche in Francia si registra un calo del 6,6% sul 2025, ma il confronto con il gennaio 2019 è ancora peggiore di quello della Germania (-30,9%). Risultati migliori (si fa per dire) si sono avuti invece per l'Italia (+6,2% su gennaio 2025 e -14,1% su gennaio 2019) per il Regno Unito (+3,4% su gennaio 2025 e -10,5% su gennaio 2019) e per la Spagna (+1,1% su gennaio 2025 e -21,8% su gennaio 2019). "L'aspetto più grave di questa situazione è naturalmente il fatto che per i mercati dell'Europa Occidentale il ritorno ai livelli ante-pandemia è un obiettivo che non è certo a portata di mano. Per perseguirlo - afferma Gian Primo Quagliano, presidente del Centro Studi Promotor - occorrerebbe un deciso cambio di rotta nella politica dell'Unione Europea per la transizione energetica nell'auto, politica decisamente fallimentare perché, non solo ha messo in una crisi gravissima il settore dell'auto, ma sta anche ottenendo risultati molto modesti sul terreno della transizione energetica. Basti pensare che, secondo gli ultimi dati resi noti dall'Acea, nel 2024 la quota delle auto elettriche nel parco circolante di autovetture dei paesi dell'Unione era pari al 2,3%, un'inezia. Nel 2025 si è registrata una accelerazione nella transizione energetica perché la quota delle auto elettriche sulle immatricolazioni è passata dal 18,8% del 2024 al 26,3% del 2025, ma per poter dire che l'auto elettrica è una realtà significativa ci vuole altro".

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

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