Una marea di manifestanti ha invaso le città francesi. Fra 400.000 e 800.000 persone hanno dato vita a cortei festosi, popolari e pacifici quasi ovunque, macchiati - soprattutto alla fine, quando i dimostranti pacifici sono già rientrati a casa - dai soliti tafferugli dei black bloc con la polizia. Ma il caos del 17 ottobre non si è ripetuto. Stavolta si è vissuta a Parigi e in decine di altri centri una giornata molto diversa da quella che finì con migliaia di fermi, di negozi distrutti, di saccheggi.
Protesta a Parigi
A fine giornata, il ministro dell'Interno, Laurent Nunez, ha annunciato "un migliaio di fermi": "Alla stessa ora il 17 ottobre eravamo a 385. Questo ha evitato oggi il peggio", ha affermato. Non a caso erano stati mobilitati 70.000 fra poliziotti, gendarmi e agenti dei servizi speciali. É forse servita anche questa forza di dissuasione per scoraggiare i violenti, che nella giornata erano molto temuti anche ad Orléans per il congresso del Rassemblement National. Invece, con diversi leader in testa alla manifestazione, fra i quali il segretario socialista Olivier Faure, e la segretaria del sindacato CGT Sophie Binet, la manifestazione - 13.000 secondo la polizia, 26.000 secondo gli organizzatori - si è svolta fra slogan coloriti contro Marine Le Pen e canti anti-RN. All'interno del congresso, si svolgeva intanto, senza alcuna sorpresa, la rielezione con il 99% dei voti, di Jordan Bardella, unico candidato alla propria successione, alla carica di presidente.
Proteste a Marsiglia
A Parigi, dove erano centomila a sfilare, la tensione é cresciuta nelle ultime ore anche per la decisione della prefettura di ritirare l'approvazione al percorso tradizionale, Bastille-Nation, dirottando il corteo sul periferico Boulevard des Marechaux, da place d'Italie alla Porte de Vincennes. Nonostante le proteste, fra le quali quelle di Jean-Luc Mélenchon, che dal corteo parigino le ha definite "provocazioni che ci fanno soltanto perdere tempo", i manifestanti hanno accettato la modifica. Solo a fine corteo e con la grande maggioranza dei dimostranti che erano già andati via, ci sono stati scontri con alcuni black bloc che hanno lanciato razzi, sassi e dato fuoco ai cassonetti, e la polizia che per disperderli ha fatto uso di lacrimogeni e idranti.
Protesta a Montpellier
Tafferugli anche in altre città. L'incidente più grave è stato registrato a Tolosa, dove un dimostrante ha riportato una grave ferita alla mano - alcune dita recise, a quanto sembra - probabilmente per lo scoppio di un ordigno che era vicino a lui. Tensione anche a Marsiglia all'arrivo del corteo alla Porte d'Aix, con la polizia che ha caricato alcune decine di persone interamente vestite di nero. A Lione invece alcuni dimostranti hanno superato le linee stabilite dalla prefettura per delimitare la zona vietata ai cortei, mentre a Lille e a Grenoble circa 400 black bloc si sono abbandonati a vandalismi. Tra la folla che ha sfilato per le strade delle città, molti gli slogan contro i prezzi fuori controllo, ma da oggi anche contro i divieti di manifestare e le limitazioni decise in settimana dal governo e da molti giudicate "liberticide". Mélenchon, dalla testa del corteo parigino, ha lanciato ad Emmanuel Macron un appello a "cedere" alle richieste degli studenti, oppure ad andarsene: "Se non lo farà, gli resterà soltanto la porta d'uscita". Un ennesimo sondaggio, a 6 mesi dalle presidenziali, vede oggi il leader de La France Insoumise sfidare al ballottaggio - qualunque siano i suoi avversari di centro o centrosinistra - una Marine Le Pen sempre più in solitario vantaggio.
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2 days ago
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