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S'infiammano le scuole, scontri e incappucciati a Torino. Arrestato un 17enne

2 days ago 1

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Finestre spaccate, estintori svuotati, pc distrutti, danni da migliaia di euro anche in una scuola elementare. Decine di istituti occupati da Milano a Napoli. Botte tra ragazzi di destra e sinistra. Studenti perquisiti da parte delle Digos in vista dei prossimi cortei. S'infiammano le scuole e sale la protesta degli studenti per il 'No Meloni Day', con Torino che ha vissuto le tensioni più forti. Nel capoluogo piemontese un gruppo di quaranta giovani, col volto coperto da maschere di Carnevale e da passamontagna, ha fatto incursione in tre scuole: l'istituto superiore Sella, l'elementare Ricardi di Netro e l'istituto Bosso-Monti.

Sono stati momenti di paura e di tensione per chi era negli istituti scolastici: all'arrivo dei carabinieri, alcuni dei componenti del gruppo hanno lanciato sassi contro i militari ferendone uno, che guarirà in dieci giorni. Un ragazzo di 17 anni è stato arrestato per resistenza a pubblico ufficiale e denunciato per danneggiamento aggravato. Altri ventisette giovani sono invece stati identificati da polizia e carabinieri: sette, alcuni dei quali con il volto coperto, cercavano di entrare con la forza in una scuola del centro. Il quarto tentativo di entrare in una scuola, da parte di un centinaio di ragazzi che però non appartenevano all'istituto, è stato invece impedito dalle forze dell'ordine in un istituto della zona nordovest della città.

La polizia ha poi identificato alcuni studenti, tra i 16 e i 20 anni, ritenuti promotori delle agitazioni dei giorni scorsi in un istituto superiore, il Peano, durante le quali sono stati danneggiati arredi e computer. Ma le tensioni non sono state solo tra studenti e forze di polizia. Insulti, spintoni, lancio di petardi, calci e pugni sono poi volati davanti ai cancelli dell'istituto alberghiero torinese Colombatto dove si sono fronteggiati questa mattina studenti favorevoli e contrari all'occupazione della scuola. Tra questi ultimi erano presenti anche militanti di Azione Studentesca, organizzazione giovanile di destra. Episodi che hanno innescato la polemica politica.

"La devastazione di alcune scuole - accusa il ministro dell'Istruzione Giuseppe Valditara - sono un fatto grave. Chi distrugge deve pagare i danni che se no ricadono sui cittadini italiani". Anche per il sindaco di Torino, Stefano Lo Russo, "quanto è accaduto è gravissimo: difendere le proprie idee è un diritto fondamentale, altro sono la violenza e il danneggiamento della cosa pubblica, comportamenti inaccettabili che meritano una condanna ferma". Attacca anche Forza Italia: "la protesta violenta a scuola non è un diritto". Ma per i deputati di Avs "le immagini dell'alunno che chiede aiuto mentre viene immobilizzato su un autobus da due agenti sono scioccanti. Trattare come criminali i ragazzi che si mobilitano - sottolineano dal partito di Fratoianni e Bonelli - è un nuovo salto di qualità nella foga repressiva di questa città" e annunciano interrogazioni. Nel capoluogo piemontese sono una ventina gli istituti superiori occupati, una decina a Roma, tre a Genova, altri a Milano, Napoli e Bologna.

E non è escluso che nelle prossime ore possano aumentare. Si preannuncia infatti un venerdì di passione per la scuola in tutta Italia: mentre due sindacati hanno annunciato la mobilitazione del personale docente e non, gli studenti scenderanno in piazza per il 'No Meloni day' ma anche sull'onda di quanto sta avvenendo in Francia e in Spagna e per protestare contro il carovita e la 'scuola caserma', il tetto agli studenti stranieri, il degrado delle strutture. E proprio in vista delle manifestazioni sono scattate le perquisizioni 'preventive'. A Padova la Digos si è presentata a casa di 14 ragazzi disponendo misure di prevenzione personali per istigazione a delinquere: gli investigatori ritengono che si stavano pianificando azioni violente, tra le quali l'incendio dei cassonetti e scendere in piazza con passamontagna, petardi e fumogeni.

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

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