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Pg chiede di riconoscere la prescrizione per Fini e i Tulliani

1 week ago 2

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Potrebbe finire con una prescrizione dell'accusa il processo di appello per l'ex presidente della Camera, Gianfranco Fini, e per i componenti della famiglia Tulliani legata alla vicenda della compravendita dell'appartamento di Montecarlo lasciato in eredità dalla contessa Annamaria Colleoni ad Alleanza Nazionale nel 2008. Il pg di Roma, Roberto Felici, ha infatti chiesto di dichiarare il non doversi procedere per intervenuta prescrizione dal reato di riciclaggio nei confronti dell'ex fondatore di An, di Elisabetta Tulliani, del fratello Giancarlo Tulliani e del padre Sergio Tulliani. In primo grado, nell'aprile del 2024, Fini venne condannato a 2 anni e 8 mesi, Elisabetta Tulliani e il padre Sergio a 5 anni, il fratello Giancarlo a 6 anni. Per il procuratore generale "la sentenza di primo grado è condivisibile mentre non condivido le censure proposte con gli atti di appello proposti dai difensori degli imputati. Va preso atto dell'intervenuta prescrizione per i reati contestati".

Dal canto loro i difensori di Fini, gli avvocati Francesco Caroleo Grimaldi e Michele Sarno, hanno chiesto in via prioritaria l'assoluzione "perché il fatto non sussiste" e in via subordinata di dichiarare la prescrizione. La sentenza è attesa a febbraio. Nel novembre del 2025 la Guardia di Finanza ha proceduto al sequestro nei confronti di Giancarlo Tulliani di una villa a Roma, auto di lusso e conti correnti aperti sia in Italia che all'estero. I beni posti sotto sequestro superano il valore di 2,2 milioni di euro. Il provvedimento venne emesso dal tribunale della Capitale su proposta dei pm della Dda.

Nelle motivazioni della sentenza di primo grado, i giudici della quarta sezione collegiale affermarono che "è risultato con certezza che Fini nel 2008 si adoperò per introdurre il cognato (Giancarlo Tulliani ndr) in ambienti dai quali potesse trarre fonti di guadagno. Tulliani infatti era privo di un solido profilo professionale e le società che a lui facevano capo, compresa la Wind Rose presieduta dal padre Sergio Tulliani, non erano più attive o erano state volontariamente liquidate". Nel ricostruire la vicenda il tribunale aggiunge che "nello stesso arco di tempo, su insistenza di Giancarlo Tulliani e della sorella, Fini si determinò a vendere l'appartamento di boulevard Princesse Charlotte, 14 in Montecarlo, che il partito aveva ricevuto in eredità dalla contessa Colleoni, nonostante la decisione contraria assunta in precedenza dal partito. Ciò accadde per le insistenze dei due fratelli, come precisato dallo stesso Fini".

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

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