La prima tappa è stata alla Stele di Capaci, il monumento che ricorda la strage in cui persero la vita Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e gli agenti della scorta Rocco Dicillo, Vito Schifani e Antonio Montinari. Giorgia Meloni inizia col tributo alle vittime dell'attentato mafioso la sua giornata a Palermo. Poi, a poche ore dal blitz della dda contro la banda di estortori (22 sono finiti in cella) che per mesi ha terrorizzato commercianti e imprenditori a colpi di kalashnikov, va in Prefettura per partecipare al comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica insieme al ministro dell'Interno Matteo Piantedosi. "Chi pensa di riportare Palermo indietro, di terrorizzare chi lavora onestamente, troverà davanti a sé uno Stato determinato, che agisce e colpisce", dice davanti a magistrati ed esponenti delle forze dell'ordine. Il riferimento è all'escalation criminale vissuta dalla città teatro di decine di attentati intimidatori.
Video Meloni: 'Chi vuole terrorizzare Palermo troverà uno Stato che colpisce'
Nella lotta al crimine non si arretra, dunque. "Questo comitato dovrà trovare nel più breve tempo possibile le soluzioni operative per avviare un'operazione straordinaria di controllo e presidio fisso del territorio" di Palermo, "a partire dai quartieri più a rischio, penso allo Zen ma non solo. Un presidio che si può garantire con le Forze di polizia ma non solo, forse anche con il coinvolgimento dei militari e dell'Esercito in operazioni congiunte. Se necessario possiamo anche intervenire sulle norme che oggi disciplinano Strade sicure", garantisce Meloni evocando una nuova stagione della missione Vespri Siciliani decisa dopo le stragi del '92.
La visita della presidente del Consiglio si conclude al Museo del Presente Falcone e Borsellino per la cerimonia di disvelamento della Fiat Croma su cui, il 23 maggio di 34 anni fa, viaggiavano il magistrato, la moglie e l'autista Giuseppe Costanza, scampato all'agguato. Oltre alla premier e alla sorella di Falcone, Maria, partecipano i ministri della Giustizia e dell'Interno Carlo Nordio e Matteo Piantedosi, la presidente dell'Antimafia Chiara Colosimo, citata dalla premier per il lavoro d'inchiesta che sta facendo sulle strage di via D'amelio, i figli del giudice Borsellino Lucia e Manfredi. Forte la commozione quando viene tolto il lenzuolo bianco che copre i resti della blindata sventrata dal tritolo.
Video Meloni: 'Falcone e Morvillo eroi perché scelsero di stare dalla parte giusta'
"Questa Fiat Croma è l'ultimo luogo che Giovanni Falcone e Francesca Morvillo hanno condiviso. E mi piace pensare che, nonostante fossero consapevoli del rischio che correvano, stessero parlando, scherzando, pensando a cosa fare l'indomani. Cose normali, abitudini di sempre, perché oggi sono degli eroi ma erano persone normali, si comportavano come persone normali. Non si atteggiavano da idoli, erano solo persone perbene che facevano la loro parte al meglio delle loro possibilità", dice la presidente del Consiglio. "Gli eroi non sono persone dotate di poteri straordinari, ma persone che quando si è presentato il momento di dover scegliere hanno saputo da che parte stare, quale fosse la strada giusta da imboccare - aggiunge -. Questo è l'insegnamento che dobbiamo portare con noi. Scriveva Tolkien che sono le piccole mani che cambiano il mondo. Le piccole azioni quotidiani marchiano il mondo, fanno la differenza tra giusto e sbagliato". Poi l'impegno a tenere saldo il testimone lasciato dalle vittime: "va onorato ogni giorno con mosse concrete, costruendo una legislazione che salvi i bambini dalla condanna di crescere mafiosi come i genitori, non lasciando solo nessun testimone, facendo sì che i boss restino a l 41 bis e facendo luce sulla pagine oscure delle stragi. Il popolo ha il diritto di conoscere la verità".
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L'INTERVENTO DI MELONI
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