Si sono aperte le urne in Lettonia. Circa 1,5 milioni di persone aventi diritto al voto sono chiamate a partecipare alle undicesime elezioni parlamentari del Paese dall'indipendenza dall'Unione Sovietica nel 1991. Le elezioni, in cui 14 partiti si contendono i 100 seggi della Saeima con un sistema proporzionale, sono state dominate dall'aumento del costo della vita e dalle preoccupazioni relative alla sicurezza visto che il Paese confina sia con la Russia che con la Bielorussia.
L'attuale primo ministro lettone, Andris Kulbergs, è in carica solo da maggio, dopo che il governo precedente è caduto a causa di una controversia sui droni ucraini. La sua alleanza di centro-destra e conservatrice, la Lista Unita, era in testa nei sondaggi alla vigilia del voto ma si prevede che la sua coalizione ne uscirà indebolita a causa dell'avanzata dei partiti populisti. Molti lettoni lamentano infatti prezzi elevati e salari bassi, l'economia è stagnante, il sistema sanitario è sotto pressione e l'emigrazione e l'invecchiamento della popolazione rimangono sfide persistenti. "Movimenti populisti come l'Alleanza "Potere Sovrano/Giovani Lettoni" e il partito "Lettonia Prima" hanno cercato di sfruttare il malcontento adottando una linea meno rigida nei confronti di Mosca e sostenendo che un completo distacco economico dalla Russia sia dannoso", riporta DW.
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