Dalla depressione ai disturbi più gravi, compresi quelli alimentari e psichiatrici, sono almeno 8 milioni gli italiani con problemi di salute mentale. Una stima in crescita negli ultimi anni, soprattutto tra i giovani, e i social sono in parte causa e in parte specchio. Mentre resta ampio il divario tra il bisogno di cure e la capacità dei servizi pubblici di rispondere.
Molti, tra chi ne soffre, però, non trovano risposta, o la trovano pagando di tasca propria. Secondo il rapporto del ministero della Salute, nel 2024 i servizi pubblici hanno assistito 845.516 persone adulte, molte meno, quindi, dei potenziali interessati. Nel frattempo, l'uso delle tecnologie digitali è tra i principali indiziati: trascorrere più di due ore al giorno davanti agli schermi potrebbe essere associato, a livello globale, alla perdita di circa 2,8 milioni di anni di vita in buona salute a causa della depressione, secondo uno studio su The Lancet.
Per la Giornata mondiale della salute mentale, che si celebra il 10 ottobre, l'Organizzazione mondiale della Sanità chiede ai Paesi membri di promuovere servizi basati sulla comunità e orientati ai diritti umani. Tantissime le iniziative da nord a sud Italia in Asl, ospedali e sedi istituzionali. Per l'occasione, saranno illuminati di verde i monumenti in diverse città. Sul fronte del linguaggio, il Vademecum "Informare sulla salute mentale", presentato all'Istituto superiore di sanità, accende i fari sull'importanza di usare le parole giuste, evitando espressioni che rafforzano stigma e stereotipi. "Anche questa è cura" è invece la campagna di Medici Senza Frontiere dedicata al benessere psicologico. Il tema arriva anche a Strasburgo, dove il Parlamento europeo ha approvato raccomandazioni per una normativa Ue volta a prevenire i rischi psicosociali legati al lavoro.
Unicef, 1 genitore su 2 ha pensato di chiedere aiuto
Quasi un genitore su due (47%) ha pensato di rivolgersi a uno psicologo, psicoterapeuta o consultorio per affrontare le emozioni legate alla genitorialità, pur senza farlo. Tra coloro che hanno ricevuto un sostegno professionale, il 57% dichiara che questo sia stato molto o abbastanza utile. A ciò si aggiunge il peso delle pressioni sociali: l'85% dei genitori si è sentito giudicato almeno qualche volta. Emerge da un recente sondaggio realizzato Youtrend Unicef. In occasione della Giornata della salute mentale, che ricorre il 10 ottobre, Unicef Italia pone l'attenzione sul tema della solitudine genitoriale.
"Crescere una bambina o un bambino - afferma il presidente di Unicef Italia - è una responsabilità collettiva che richiede sostegno, relazioni e politiche adeguate. La salute mentale dei genitori è una precondizione necessaria per lo sviluppo e il benessere psicosociale nell'infanzia. Solo rendendo questi temi parte del dibattito pubblico è possibile creare le condizioni affinché ogni famiglia possa garantire ai propri figli e figlie un ambiente di crescita sicuro, affettuoso e responsivo, in cui sviluppare pienamente il proprio potenziale. Come Unicef Italia promuoviamo un approccio che mette al centro il sostegno alla genitorialità come investimento nei diritti delle bambine e dei bambini".
L'Unicef Italia ha realizzato via Instagram in collaborazione con Guida Psicologi un contenuto sul tema "La Salute Mentale attraverso le generazioni: Come la vivono giovani e adolescenti oggi?" dal 1977 ad oggi. Il 10 ottobre ci sarà l'attivazione con il creator con Nik Contucci su quanto sia difficile parlare di salute mentale e del proprio disagio in famiglia.
Un supporto dedicato solo in 4 Case di comunità su 10
Delle 1.715 Case di Comunità programmate, di cui 781 hanno almeno un servizio attivo, solo 334, il 42,8%, dispongono di servizi di supporto per la salute mentale. Tuttavia, appena 66 risultano pienamente operative secondo gli standard previsti, come rilevato dal rapporto Agenas 2025. E' la fotografia scattata dalla Società italiana di psichiatria (Sip) in occasione della Giornata Mondiale della Salute Mentale, che si celebra il 10 ottobre.
La Sip evidenzia come, allo stesso tempo, nel 2024 siano state quasi 850mila le persone assistite dai Dipartimenti di salute mentale (Dsm). Complessivamente sono state erogate oltre 10 milioni di prestazioni, con una media di 13,6 interventi per utente e l'81,7% delle prestazioni viene ancora effettuato all'interno delle sedi dei Dsm e soltanto l'8,3% a domicilio.
Dati che, secondo la Sip, evidenziano la necessità di integrare la nuova rete dell'assistenza di prossimità con quella dei Dsm, mettendo in relazione Case di Comunità, Centri di salute mentale (Csm), cure primarie, Consultori familiari e servizi sociali. La Sip rileva inoltre come, quando le Case di Comunità saranno tutte attivate, si avrà un Csm ogni 1,4 Case di Comunità e collegare le strutture sarà sostenibile sul piano organizzativo. Per gli psichiatri si deve arrivare a una rete integrata e multiprofessionale nella quale, come chiede quest'anno l'Oms, anche le persone con esperienza vissuta di disturbi mentali e le loro famiglie abbiano un ruolo attivo nella progettazione dei percorsi di cura.
Un capo di colore verde per sensibilizzare sulla salute mentale
Una camicia, una sciarpa, una cravatta, un foulard. Basta un capo di colore verde per partecipare a "Tutte le voci del verde", l'iniziativa nazionale per la salute mentale coinvolge professionisti e cittadini di tutta Italia. A promuoverla è la Commissione di albo nazionale dei Tecnici della riabilitazione psichiatrica, insieme alle Commissioni di albo territoriali degli Ordini Tsrm e Pstrp e all'Associazione italiana Tecnici della riabilitazione psichiatrica (Aiterp).
Quest'anno, si legge in una nota della Commissione, l'Organizzazione mondiale della sanità ha scelto, per sensibilizzare sul tema, la frase "Lived experiences heard: real voices, real change", a cui si sono ispirati i Tecnici della riabilitazione psichiatrica. Chi vive in prima persona il disagio psichico sa meglio di chiunque altro cosa aiuta e cosa no. Per questo il vero cambiamento passa dal mettere queste persone al centro, decidendo con loro e non per loro: nei percorsi di cura, nei servizi e nella lotta allo stigma.
Il tema coinvolge moltissime persone. Secondo il rapporto del Ministero della salute, nel 2024 i servizi di salute mentale hanno assistito 845.516 persone, e 272.497 hanno avuto un primo contatto con i Dipartimenti: nel 95% dei casi si trattava della prima volta nella vita. Dal verde chiaro al verde scuro, dal pastello al brillante, le sfumature rappresentano la pluralità di persone, professioni e territori che compongono il mondo della salute mentale. Dal 5 al 10 ottobre, questi professionisti andranno al lavoro con qualcosa di verde, nella tonalità che preferiscono. L'invito è rivolto a tutti: "Basta indossare qualcosa di verde, condividere il messaggio e parlarne in famiglia, a scuola, al lavoro: è il primo passo", afferma Luca Rossi dell'Aiterp. Importante, sottolinea Roberta Famulari, presidente della Commissione, è intervenire precocemente per evitare l'aggravarsi dei disturbi.
Solo un Paese su 10 è passato dall'istituzionalizzazione alla cura in comunità
Dall'istituzionalizzazione dei pazienti con problemi psichiatrici alla cura sul territorio. Questo il tema della Giornata mondiale della salute mentale 2026, che si celebra il 10 ottobre. Obiettivo dell'Organizzazione mondiale della Sanità è richiamare l'importanza di creare opportunità affinché le persone che vivono un disturbo psicologico o psichiatrico possano contribuire alla progettazione dei servizi che le riguardano. In questa prospettiva, la Giornata invita a proseguire la trasformazione dei sistemi di salute mentale verso modelli centrati sulla persona, fondati sui diritti e radicati nella comunità, accompagnando il superamento delle istituzioni psichiatriche di lunga degenza con servizi territoriali capaci di sostenere le persone nel proprio contesto di vita.
Questo percorso è già in corso a livello globale. Secondo c'Oms, circa un paese su dieci (9%) è passato completamente dall'assistenza psichiatrica basata sugli istituti psichiatrici a modelli radicati nella comunità. Circa la metà (53%) si trova nelle fasi iniziali di questa transizione. Circa la metà (49%) dei ricoveri psichiatrici segnalati avviene contro la volontà del paziente e oltre un ricovero su 5 (23%) ha una durata superiore a un anno.
Il coinvolgimento delle persone con esperienza vissuta costituisce anche uno degli ambiti di lavoro della Joint Action europea Mentor Mental Health Together, finanziata nell'ambito del programma EU4Health 2021-2027 che sostiene gli Stati membri nello sviluppo di politiche e interventi. "Le iniziative - sottolinea Gemma Calamandrei, direttrice del Centro di riferimento per la salute mentale dell'Iss - convergono su una prospettiva comune: promuovere una salute mentale nella quale le persone non siano soltanto destinatarie degli interventi, ma partecipino alla costruzione delle politiche, dei servizi e delle narrazioni che le riguardano".
Le parole non sono neutre, contrastare gli stereotipi è prevenzione
Possono aiutare a comprendere, avvicinare e creare fiducia; oppure possono alimentare paura, distanza, esclusione e discriminazione. Nel campo della salute mentale questa responsabilità è particolarmente evidente, perché il modo in cui raccontiamo il disagio psichico e i disturbi mentali contribuisce a costruire l'immagine pubblica delle persone che ne fanno esperienza. Contrastare lo stigma è un'azione di salute pubblica e, a tutti gli effetti, una forma di prevenzione". Lo ha detto il presidente dell'Istituto superiore di sanità, Rocco Bellantone, al convegno "Salute mentale, stigma e comunicazione: la forza delle parole", che si è svolto oggi all'Iss in vista della Giornata mondiale della salute mentale del 10 ottobre.
All'evento è stato presentato il Vademecum "Informare sulla salute mentale", frutto della collaborazione tra Rai Per la Sostenibilità, Ordine dei Giornalisti e Dipartimento di Salute mentale della Asl Roma 2. Il documento offre indicazioni concrete per una comunicazione capace di informare senza alimentare stereotipi, discriminazioni o rappresentazioni distorte.
Non esiste una sola depressione, la ricerca scientifica verso il cambio di paradigma
Superare la distinzione netta tra salute fisica e mentale per iniziare a parlare della depressione non più come di una singola malattia, ma di tante 'depressioni'. È il cambio di paradigma che la ricerca scientifica propone in occasione della Giornata mondiale della salute mentale, che ricorre il 10 ottobre. Al centro di questa nuova frontiera c'è lo studio della stretta connessione tra sistema immunitario, infiammazione e cervello.
"Due persone possono presentare sintomi simili, ma arrivarci attraverso percorsi biologici, psicologici e ambientali molto diversi - spiega Marco Colizzi, professore associato di psichiatria presso l'Università degli Studi di Udine e direttore della clinica psichiatrica dell'Azienda sanitaria universitaria del Friuli Centrale -. L'infiammazione non spiega tutte le depressioni, ma ci sta aiutando a comprendere come, almeno in alcuni pazienti, sistema immunitario, metabolismo, sistema vascolare e cervello possano concorrere alla comparsa e al mantenimento dei sintomi".
Le evidenze scientifiche dimostrano infatti che l'origine del problema può avere radici temporali e biologiche molto distanti. "Studi longitudinali indicano che bambini con elevati livelli nel sangue di marker infiammatori (come l'interleuchina-6) mostrano una probabilità di sviluppare depressione a 18 anni superiore di circa il 55% rispetto ai coetanei - aggiunge l'esperto -. L'infiammazione, in questi casi, precede la comparsa dei sintomi di anni. Nell'anziano la depressione si intreccia con il declino cognitivo, le fragilità fisiche e lo stato infiammatorio cronico di basso grado legato all'invecchiamento (inflammaging). Si parla infatti anche di vascular depression, dove le patologie dei piccoli vasi cerebrali alterano i circuiti della motivazione e dell'umore, aumentando di ben 1,8 volte il rischio di successive demenze".
La rivoluzione riguarda anche le terapie. Alcuni tra i più comuni antidepressivi (come gli Ssri) hanno rivelato insospettabili proprietà immunomodulatrici. Cresce poi l'interesse per molecole in grado di modulare la neuroinfiammazione. Allo stesso tempo, alcuni farmaci nati per malattie metaboliche sono oggi studiati per i loro possibili benefici sulla salute del cervello.
'La salute mentale, oggi', la fotografia entra nella Casa di Comunità
Per la prima volta l'arte, attraverso il linguaggio della fotografia, entra direttamente in uno spazio dedicato alla salute dei cittadini. È stata inaugurata presso la Casa della Comunità Tuscolano dell'Asl Roma 2, l'esposizione fotografica "La salute mentale, oggi", sotto la direzione artistica del fotografo Francesco Zizola.
La mostra raccoglie 36 scatti selezionati tra 180 autoritratti di pazienti, medici e operatori sanitari, realizzati nei laboratori fotografici dei Centri Diurni di Salute Mentale e nasce da un concept dedicato all'auto-rappresentazione della normalità. L'autoritratto diventa uno strumento attraverso il quale recuperare la dimensione più intima dell'identità e mettersi davanti all'obiettivo diventa un gesto di restituzione della soggettività.
Uno studio su Lancet ha evidenziato un aumento dei disturbi mentali che sono quasi raddoppiati nel mondo dal 1990 al 2023, con 1,17 miliardi di casi nel 2023. "Se dovessimo rapportare questo alla popolazione italiana - spiega il direttore del Dipartimento Salute mentale della Asl Rm2, Massimo Cozza - riguarderebbe circa 8 milioni di persone. I servizi di salute mentale riescono a dare una risposta importante, ma pregiudizio e stigma sono ancora barriere che impediscono di accedere ai servizi".
"L'iniziativa si inserisce nel percorso promosso dal Protocollo d'Intesa tra il ministero della Cultura e il ministero della Salute, fondato sull'idea che l'arte e la bellezza possano contribuire al benessere delle persone, secondo il principio della prescrizione dell'arte come cura", ha commentato la sottosegretaria Lucia Borgonzoni. L'esposizione sarà aperta gratuitamente al pubblico nella Casa della Comunità Tuscolano, ospitata nello storico edificio dei primi del Novecento dell'Asilo Savoia. Ogni visitatore potrà prendere parte al laboratorio fotografico in progress, realizzando un proprio autoritratto in un set dedicato.
Video Francesco Zizola: 'Il selfie come maschera, l'autoritratto come spazio di libertà'
Nuovo picco di ricoveri in psichiatria ospedale pediatrico Meyer di Firenze
Alla vigilia della Giornata mondiale dedicata alla salute mentale, 18 adolescenti sono stati ricoverati contemporaneamente e con carattere d'urgenza in psichiatria. È l'ennesimo picco registrato all'ospedale pediatrico Meyer di Firenze, da settimane sotto pressione per l'incremento di giovanissimi pazienti alle prese con gravi problemi di salute mentale. La casistica dei ricoveri è piuttosto variegata, ma rientra in quella che gli specialisti definiscono 'spettro suicidario': agitazione psicomotoria, ideazione suicidaria e veri e proprio tentativi di suicidio. L'età dei pazienti ricoverati è compresa tra i 14 e i 17 anni". E' quanto spiegato in una nota del Meyer.
"Tutti i ragazzi sono arrivati attraverso il pronto soccorso e hanno avuto bisogno di un ricovero immediato. I 12 posti disponibili nel reparto di psichiatria dell'infanzia e dell'adolescenza non sono stati sufficienti: sei pazienti sono stati quindi sistemati 'fuori linea', in altri reparti, creando ovviamente qualche disagio sul fronte organizzativo", prosegue il nosocomio pediatrico sottolineando che, "Come detto, il problema è ormai cronico: il 5 settembre scorso si era verificato un altro picco, con 17 ricoveri in contemporanea e di nuovo il 15 settembre si era arrivati a 18 pazienti".
"Dal 10 settembre - spiega la dottoressa Tiziana Pisano, responsabile della psichiatria dell'infanzia e dell'adolescenza dell'Aou Meyer Irccs - abbiamo sistematicamente 2-3 pazienti in più rispetto alla capacità del reparto".
Il ministro Schillaci: "Ora abbiamo finanziamenti e strumenti più solidi"
Le speranze sono nel nuovo Piano di azione nazionale per la salute mentale 2025-2030, aggiornato dopo dieci anni, che prevede 255 milioni per il triennio iniziale, a cui si aggiungono fondi strutturali e risorse vincolate per il personale. "Con questo governo la salute mentale è tornata a essere una priorità delle politiche sanitarie" e "quest'anno il Servizio sanitario nazionale celebra la Giornata mondiale con strumenti più solidi e una visione più moderna, grazie al Piano strategico nazionale di azioni sul tema che mancava da tredici anni rafforzando la capacità del sistema di rispondere in modo efficace ai bisogni delle persone che vivono una condizione di disagio psicologico". Lo dichiara il ministro della Salute, Orazio Schillaci, in occasione del 10 ottobre, giorno in cui l'Oms ha istituito il World Mental Health Day, la giornata mondiale della salute mentale.
Il Piano nazionale sulla salute mentale (Pnsm) non si limita alla gestione della malattia, prosegue il ministro, "ma punta sulla diagnosi precoce, sulla prevenzione e sulla costruzione di una rete integrata di interventi, con particolare attenzione ai giovani, accompagnandoli nella delicata fase di transizione verso l'età adulta, attraverso il rafforzamento dei servizi per l'infanzia e l'adolescenza e una maggiore integrazione tra scuola, sanità e servizi sociali".
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