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In Lombardia il primo suicidio assistito gestito dal servizio sanitario

2 months ago 7

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Lo scorso giugno aveva raccontato tutto il peso di quella attesa, tra sofferenze e dolori che gli rendevano la vita ormai insopportabile. "Sono stanco, non ne posso più", aveva detto Domenico Zuccarella, 59 anni, al giudice incaricato di valutare il suo ricorso d'urgenza per la richiesta di suicidio assistito.

Ieri, dopo oltre 9 mesi di attesa, 290 giorni, la sua richiesta è stata soddisfatta e l'uomo affetto da sclerosi multipla secondariamente progressiva da diversi anni è morto con il suicidio assistito. E per la prima volta in Lombardia la procedura è stata interamente gestita dal servizio sanitario regionale, che ha organizzato tutta la fase attuativa, compresi l'assistenza sanitaria, il farmaco, la strumentazione necessari e l'individuazione del luogo nel quale procedere.

"Domenico ha aperto una strada per chi verrà dopo", commentano Filomena Gallo e Marco Cappato, segretaria nazionale e tesoriere dell'associazione Luca Coscioni diffondendo la notizia della morte dell'uomo, originario di Giussano nel Milanese, e sollecitando nuovamente il Consiglio regionale lombardo ad approvare in questa legislatura la legge di iniziativa popolare sul suicidio assistito. L'annuncio della morte di Domenico innesca però una polemica politica proprio con la Regione Lombardia, con l'assessore al Welfare Guido Bertolaso che accusa l'associazione Coscioni di avere "trasformato una vicenda così intima in uno strumento di battaglia mediatica, senza rispettare la persona, la sua volontà e la sua dignità". La Regione, dice Bertolaso, "non ha dato notizia del caso per rispettare la volontà del paziente che la sua morte non venisse strumentalizzata e usata" ma visto che la vicenda è stata resa pubblica l'assessore conferma che "il percorso si è svolto nel pieno rispetto delle indicazioni regionali e dei principi stabiliti dalle pronunce della Corte costituzionale".

Domenico Zuccarella è la terza persona in Lombardia a morire con il suicidio assistito ma è il primo caso in cui il servizio sanitario ha organizzato la fase attuativa, non limitandosi alla verifica dei requisiti ma fornendo anche il personale sanitario disponibile su base volontaria, il farmaco e la strumentazione necessari, la modalità di autosomministrazione compatibile con le condizioni del malato, l'assistenza sanitaria e il luogo.

L'uomo, che da tempo ormai riusciva a muovere soltanto una mano, aveva presentato la propria richiesta all'Asst Ovest Milanese l'8 novembre 2025, da allora fino alla morte avvenuta ieri si è snodato un percorso fatto di solleciti, diffide, attese. Con un ricorso d'urgenza presentato lo scorso maggio dall'avvocata di Domenico, Filomena Gallo per chiedere al tribunale che la procedura fosse conclusa in tempi compatibili con la progressione della malattia, e che, in caso di verifica positiva, venisse concretamente organizzata anche la fase attuativa. Già il 18 maggio 2026 la commissione medica multidisciplinare aveva accertato a maggioranza la sussistenza dei quattro requisiti indicati dalla Corte costituzionale per l'accesso al suicidio medicalmente assistito e individuando le modalità con cui procedere, compresi farmaci, dosaggi e meccanismo di autosomministrazione.

Fino a ieri quando finalmente, come chiedeva, Domenico ha avuto accesso al suicidio assistito tramite servizio sanitario regionale, in una Lombardia governata dal centrodestra dove il fine vita non è ancora regolamentato, così come non lo è a livello nazionale. Il 59enne ha inoltre disposto la donazione del proprio corpo alla ricerca scientifica. Il caso di Domenico è destinato a fare discutere, con i Pro Vita che attaccano e parlano della "sanità pubblica che in Lombardia è diventata esecutrice di morte, proprio in una Regione amministrata dal centrodestra".

Mentre il Pd, con il capogruppo al consiglio regionale lombardo Pierfrancesco Majorino, invita il centrodestra a smetterla con "l'ambiguità sul fine vita e ad uscire da questo strano silenzio un po' ipocrita - sottolinea -. Serve una legge nazionale e, in assenza di essa, una legge di rango regionale".

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

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