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Il Papa: 'Cessino le guerre, in Terra Santa vittime innocenti'

2 weeks ago 3

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"I popoli siano liberati dal flagello della guerra". Non si stanca papa Leone di lanciare continui appelli per la cessazione delle ostilità in ogni angolo del pianeta anche se oggi, nel post Angelus tradizionalmente recitato da piazza San Pietro, ha chiesto di pregare "in particolare per la Terra Santa" dove ci sono "vittime innocenti" della violenza. Solo ieri l'intera comunità cristiana ha pianto la morte a Gaza City di Maysa Khader Ibrahim Abu Daoud e di Mary Hafez Michel Najjar, due donne palestinesi di fede cristiana ortodossa colpite in un raid israeliano della notte precedente che aveva come obiettivo un alto funzionario di Hamas e che ha fatto in tutto 5 vittime. Il cordoglio è stato unanime: da parte del Patriarca latino di Gerusalemme, il cardinal Pierbattista Pizzaballa, del parroco di Gaza padre Gabriel Romanelli, e di tutti gli altri leader cristiani, anche se di diversa confessione.

Leone dal Vaticano si è anche idealmente collegato con la piazza di Assisi dove erano appena terminati gli interventi per le celebrazioni di San Francesco, patrono d'Italia e simbolo universale di dialogo e fratellanza. "Il carisma di san Francesco - ha detto - porta frutto ancora oggi, dopo otto secoli: lo testimoniano non solo la grande e vivace famiglia francescana, ma i molti doni che la sua eredità spirituale diffonde nel Popolo di Dio. Mentre dunque celebriamo l'anno giubilare francescano, chiediamo con perseveranza il dono della pace e impegniamoci sinceramente a costruire la concordia fra i popoli".

Per il Pontefice però che appena ieri ha trasferito un peso da novanta dell'episcopato francescano come era il cardinale Mauro Gambetti, ora ex arciprete della basilica di San Pietro, la ricorrenza della morte 800 anni fa del fondatore dei francescani è anche occasione per la Chiesa per guardarsi dentro: San Francesco è stato "un operaio che ha lavorato con gran frutto nella vigna del Signore" ha ricordato, e "secondo l'immagine usata nella parabola, la vigna da coltivare con giustizia è la Chiesa che costruiamo o danneggiamo con le nostre scelte". A lui, ha aggiunto, "Gesù stesso chiese di riparare la sua Chiesa". Così, "ispirato dal Crocifisso, Francesco edificò anzitutto la propria vita sul fondamento di Cristo, condividendone la povertà, la letizia e le sofferenze. Uomo di preghiera ardente, pieno di carità verso tutti, fu esempio per i primi frati che condivisero la sua ascesi come autentica condizione per la riforma della Chiesa". "San Francesco - ha scandito quindi - l'ha riparata in virtù della fede in Gesù, sanando le crepe della discordia con la testimonianza dell'amore fraterno".

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

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