Il 6 ottobre, dalle 13, prima la Giunta poi il Consiglio. Mentre e' botta e risposta tra Malago' e Abodi sulle dimissioni di Diana Bianchedi dal ruolo di capodelegazione della nazionale di calcio, il Coni ha stabilito il giorno in cui discutera' se commissariare o meno la Federcalcio, per il caso del mancato tesseramento di Giovanni Malago' al momento di candidarsi alla presidenza Figc. "Mettero' a disposizione dei membri di Giunta e Consiglio i pareri giuridici: sono granitici, ci siamo attrezzati bene per non lasciare spazio a interpretazioni", l'annuncio del presidente del Coni, Luciano Buonfiglio, che percorrera' dunque con nettezza la via della richiesta di commissariare. Ma le dimissioni di Bianchedi e la sua polemica col ministro per lo sport, Abodi, sono il segnale di come la conta al voto, in Giunta e in Consiglio, rischi di portare a una spaccatura. Anche per questo, Buonfiglio fa leva sui quattro pareri 'blindati' per evitare "atteggiamenti personalistici", e sul suo ruolo di "pubblico ufficiale" per mettere in guardia da decisioni contro il diritto. La Figc ha però incaricato cinque esperti - giuristi e professori universitari - perche' formulino pareri da opporre a quelli Coni: la convinzione, come anticipato dall'ANSA nei giorni scorsi, è che il tesseramento non fosse requisito essenziale per l'elezione, che non vi siano i presupposti per commissariare e che in ogni caso secondo i regolamenti Coni sarebbe scaduto il termine per impugnare l'elezione. I contropareri sono in arrivo. Attorno ai responsi contrapposti, martedì prossimo all'indomani dell'ultima partita della nazionale di Mancini ci si conterà, al Coni.
Considerando che Malagò, secondo il comitato olimpico, non può votare (ma la sua opinione è opposta), Bianchedi si ritiene ora libera di farlo, anche al di là dei dubbi di incompatibilità da regole Anac che circolano in queste ore tra chi è sostenitore del commissariamento. Sarà battaglia anche su questi punti. Intanto, lo è stata - verbale - già oggi tra Malagò e il ministro per lo sport e i giovani, Andrea Abodi. La cui entrata su Bianchedi, per il presidente Figc, "è non convenzionale, sgrammaticata, fuori luogo. Credo che sia impossibile dare torto" all'olimpionica della scherma nella sua scelta di lasciare il ruolo di capodelegazione azzurra. "Non mi sembra che da parte del ministro sia stata l'unica uscita su questioni che riguardano il calcio.
I fatti mi sembrano molto chiari". A stretto giro, da Roma, la replica del ministro. "Non ho nemici, non li voglio e non li cerco. Ma ho il sacrosanto diritto di esprimere un'opinione rispettosa", dice a proposito delle sue parole di sorpresa per il voto discorde di Bianchedi da Buonfiglio, sul commissariamento della federpesi: secondo Malagò si tratta di un'ingerenza politica, a detta di Abodi la premessa di un percorso analogo sulla Federcalcio. Ma da qui e fino al 6 ottobre, sarà ancora battaglia. Si è invece conclusa quella attorno a Gianluca Rocchi: il designatore arbitrale della passata stagione, dopo l'archiviazione della procura della Repubblica di Milano per l'inchiesta sulle 'bussate' a Lissone, ha incassato un'altra chiusura indagine senza alcun rilievo. La procura Figc, che aveva aperto un fascicolo sulla base dell'indagine penale, ha chiuso tutto senza ritenere che vi fossero estremi per procedere. In questo caso, la procura generale dello sport guidata da Ugo Taucer ha dato il suo placet.
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