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Zangrillo al Forum ANSA ottimista sui contratti: 'Ora la Cgil è più aperta'

2 months ago 13

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L'impegno del governo per il rinnovo dei contratti della pubblica amministrazione va avanti e, dopo la tornata 2022-24 - che ha visto lo strappo della Cgil - il triennio 2025-27 potrebbe segnare il ritorno ad una firma condivisa. L'ottimismo arriva direttamente dal ministro della P.a, Paolo Zangrillo che, in un Forum con l'ANSA, non nasconde una certa fiducia non solo sulla possibilità di un ulteriore recupero del potere d'acquisto delle retribuzioni, ma anche sull'unità sindacale. "Abbiamo già fatto due o tre incontri e devo dire che l'atteggiamento della Cgil oggi è molto più portato al dialogo. Diciamo che sono ottimista sulla possibilità di recuperare anche l'adesione della Cgil nel rinnovo", spiega il ministro che spera di poter voltare pagina rispetto alla mancata adesione del sindacato di Maurizio Landini al rinnovo degli enti locali, della sanità e del comparto istruzione e ricerca.

"L'unione sindacale ha un suo valore", sottolinea più volte, rivendicando il senso di responsabilità avvertito dal governo e la volontà di andare avanti sul triennio in corso e sul prossimo. "Abbiamo stanziato nelle leggi di bilancio 2023 e 2024 30 miliardi per gestire la tornata 22-24, 25-27, 28-30", una cifra "molto importante", con la quale il ministro conta di garantire in totale dal 2022 al 2027 a tutti i dipendenti pubblici degli incrementi "che oscillano tra il 18 e il 20 per cento". La sfida non si esaurisce però solo nei contratti: la pubblica amministrazione deve diventare più moderna, più attrattiva, più attenta al valore e alle capacità dei suoi dipendenti. Deve, in pratica, cercare di assomigliare di più al settore privato, anche per fare concorrenza alle aziende nel richiamare i giovani. La chiave è proprio nel merito, considerata "una leva strategica fondamentale per attrarre le persone", per farle progredire e anche per pagarle di più. Ma il merito non riguarda solo la p.a. A poco più di due settimane dal referendum sulla giustizia, Zangrillo - che oltre ad essere ministro è un esponente importante di Forza Italia - si dice convinto che lo stesso criterio vada applicato anche alla magistratura. 

"Esiste un organo che valuta i magistrati, che è il Consiglio superiore della magistratura, però se andiamo a vedere e confrontiamo ciò che è accaduto nel tempo mi sembra che anche qui qualche incoerenza ci sia", spiega. Tra il 1992-2024 in Italia ci sono state "più di 80 mila persone che sono state in carcere e che non hanno commesso il fatto e quindi assolte. I magistrati hanno in mano la vita delle persone, quindi se sbagliano anche loro, come tutte le altre categorie di lavoratori, devono essere valutati", sottolinea. Zangrillo ribadisce di essere sostenitore del sì e assicura infine che, anche nel caso di una vittoria del no, il destino del governo non ne sarà intaccato: "Non vedo perché il governo debba dimettersi. Questo governo è un governo stabile, è un governo riconosciuto, è un governo che ha lavorato bene in questi anni, saranno i cittadini a valutarlo".

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

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