Manifestanti fermati, strade transennate, decine di stazioni della metropolitana chiuse al pubblico. I giovani sostenitori del "Partito delle blatte" sono tornati a protestare a New Delhi. E il governo indiano ha reagito blindando il centro della capitale e dispiegando un ingente numero di agenti di polizia.
Tante le persone fermate - centinaia, forse addirittura "migliaia" secondo i media indiani - e il "Partito delle blatte" denuncia che tra loro c'è anche Abhijeet Dipke: il fondatore di questo movimento satirico-politico nato appena cinque mesi fa sul web e che raccoglie consenso soprattutto tra i giovani della Generazione Z.
I manifestanti contestano la revisione delle liste elettorali lanciata l'anno scorso in India e per la quale l'opposizione accusa il governo di irregolarità per cercare un vantaggio elettorale. Un'imputazione che l'esecutivo respinge. Le autorità intanto hanno negato fino all'ultimo l'autorizzazione alla protesta e hanno di fatto chiuso l'accesso alla zona di Jantar Mantar, dove era in programma la manifestazione. Poi hanno interrotto la connessione internet e, secondo i giornali, hanno cancellato molti treni da e per Delhi.
Ma sono stati i tanti fermi - da 3.000 a 5.000 secondo i giornali indiani - a destare la preoccupazione dell'Alto commissariato Onu per i diritti umani, che ha esortato il governo di New Delhi a "rilasciare immediatamente" i manifestanti fermati affermando che "sono stati detenuti arbitrariamente" dalla polizia. Le autorità sostengono che la revisione delle liste elettorali - che secondo alcuni osservatori ha portato alla cancellazione di 130 milioni di nomi dagli elenchi - serva a depennare i nomi di chi non ha diritto di voto, delle persone decedute e di chi per sbaglio risulta registrato in più di un seggio elettorale.
L'opposizione sostiene invece che nella revisione delle liste elettorali vi sarebbero state irregolarità a discapito delle minoranze i cui membri più raramente votano per il partito di governo Bjp, considerato su posizioni nazionaliste hindu. Stando al "Partito delle blatte" - che non è un partito politico vero e proprio - Dipke e altri due leader del movimento sono stati fermati dagli agenti mentre erano a bordo di un aereo appena atterrato a New Delhi, quindi prima ancora di mettere piede a terra.
Video Arrestato il leader del 'partito delle blatte', la polizia a bordo dell'aereo
Ma nelle stesse ore i giornali indiani riportavano del fermo di altri dissidenti di spicco, tra cui Mamata Banerjee, la leader del partito Tmc prima a capo del governo del Bengala occidentale. E intanto la polizia non smetteva di arrestare i manifestanti che, con il centro di Delhi chiuso da un numero indefinito di transenne metalliche gialle e presidiato dagli agenti (si stima che fossero 30.000 quelli schierati), protestavano in vari punti del centro della città e a volte venivano anche inseguiti dai poliziotti.
La protesta dei giovani a volte continuava anche dopo che venivano fermati. Alcuni di loro mostravano infatti i cartelli coi loro slogan anche dai finestrini dei pullman in cui erano stati portati dalla polizia. "Cancellate la revisione delle liste elettorali", si leggeva su uno di essi. "Nessun voto con Gyanesh Kumar", recitava un altro citando il presidente della commissione elettorale di cui l'opposizione chiede le dimissioni.
Ma secondo i media indiani, non si è manifestato solo a Delhi: un'altra protesta si è svolta a Mumbai, scrive l'agenzia di stampa Pti, secondo cui 600 persone sono state fermate dalla polizia nella città di mare dell'India occidentale. Un'altra sfida al governo di Narendra Modi dopo quella della scorsa estate, quando le proteste di massa organizzate dal "Partito delle blatte" contro una presunta fuga di informazioni sui quesiti del mega test di ingresso alla facoltà di Medicina costrinsero alle dimissioni l'allora ministro dell'Istruzione, Dharmendra Pradhan.
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