Il Pentagono sta preparando opzioni per riavviare operazioni di combattimento su larga scala contro l'Iran. Tre portaerei arriveranno presto in Medio Oriente e il Dipartimento della Difesa ha elaborato piani per colpire l'arsenale di droni e missili dell'Iran, ma anche gli impianti energetici e altri siti militari.
Lo riporta il New York Times citando alcune fonti, secondo le quali sono state messe a punto diverse opzioni per una campagna di attacchi della durata di tre giorni. Donald Trump ha smentito nelle ultime ore che ci sarà un attacco all'Iran prima delle elezioni di metà mandato.
Marina Pasdaran: 'Ogni notte operazioni contro navi a Hormuz'
Ali Mohammadi, vicecomandante per gli affari politici della Marina del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (Irgc), ha dichiarato all'agenzia iraniana Fars che le forze iraniane conducono ogni notte operazioni nello Stretto di Hormuz contro le imbarcazioni che Teheran ritiene stiano violando le proprie regole. Mohammadi, scrive Al-Jazeera, ha affermato che la Marina pasdaran ha mantenuto una sorveglianza "completa e assoluta" dello Stretto fin dal primo giorno del conflitto e che proseguirà le operazioni, sia offensive che difensive. Ha inoltre respinto le cifre citate dal presidente statunitense Donald Trump e dai media riguardo al volume di petrolio in transito attraverso Hormuz, definendo "errate" le stime comprese tra i tre e gli otto milioni di barili. Secondo Mohammadi, tali cifre rappresentano una "speculazione mediatica" volta ad abbassare i prezzi del petrolio e a influenzare il mercato. Ha aggiunto che la Marina dell'Irgc è in grado di imporre la propria volontà "in qualsiasi punto" dello Stretto di Hormuz alle imbarcazioni ritenute inadempienti, accusando al contempo gli Stati Uniti di creare instabilità nel Golfo e nella regione più ampia.
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