Addio a Giorgio Gosetti, giornalista, critico, direttore di festival, fondatore di festival, docente, operatore culturale. La parola da associare è una sola: cinema. E
il mondo del cinema italiano ed europeo lo piange incredulo ora che improvvisamente se ne è andato questa notte, dopo aver scritto ieri sera l'ultimo articolo per l'ANSA, quella che lui chiamava affettuosamente e a ragione 'casa'. Giorgio Gosetti Di Sturmeck era nato a Venezia il 6 febbraio 1956, aveva dunque compiuto 70 anni.
Da giovane era entrato in agenzia occupandosi di spettacolo, sin da subito declinato in cinema. La sua vocazione, perché di questo si tratta, lo aveva spinto a riallacciare i legami con il suo territorio di nascita, fondando a Conegliano Veneto insieme a Michelangelo Dalto e Carlo di Carlo 'Antenna Cinema' che mescolava la fiction, all'epoca ai primi passi della serialità con il cinema.
La Mostra del cinema di Venezia è stata una sua seconda casa sin da quando nei primi anni '80 fu uno dei motori del rilancio con la direzione di Carlo Lizzani, poi di Gian Luigi Rondi ma soprattutto di Gillo Pontecorvo, del quale è stato strettissimo collaboratore in edizioni memorabili non solo per film ed ospiti ma per l'apertura al pubblico e la connessione unica con il mondo giovanile (la famosa invenzione delle tende sulla spiaggia del Lido) mai più replicata con tale intensità. Quelle Notti veneziane, dal 1992 al 1996 rimaste negli annali.
Venezia, di cui era stato vice-direttore, era tornata ad essere una sua occupazione quando nel 2004 fondò le Giornate degli Autori come sezione collaterale e autonoma della Mostra, delle quali è stato anche per anni direttore e alle quali si è dedicato costantemente fino all'ultimo.
Il suo curriculum è immenso ma non basta a spiegare chi era Giorgio e perché oggi la notizia sta raccogliendo nel dolore un'intera comunità cinematografica. Giorgio aveva una conoscenza immensa, enciclopedica, della materia di cui sono fatti i sogni, di cui erano fatti i suoi in particolare, ossia il cinema ma non erano solo preziose nozioni perché a queste ha sempre, fino all'ultimo giorno della sua vita, intrecciato la curiosità e l'umanità.
Non c'è una persona nel mondo del cinema che non abbia incrociato Giorgio, chiesto e ricevuto consigli. A lui sono debitori decine e decine di talenti. Le case che ha abitato nei festival, a Venezia, Berlino, Cannes erano un salotto dove ogni sera produttori, registi, distributori, artisti si riunivano animatamente a parlare dei film del giorno e degli scenari all'orizzonte. La sua era una conoscenza al servizio, i suoi ragionamenti sempre lucidissimi su quello che capitava in Italia piuttosto che in cinematografie lontanissime.
Aveva tante passioni, i suoi preferiti di sempre erano Alfred Hitchcock e John Ford, ma le vicinanze di cuore sono andate ad Ermanno Olmi, Luigi Comencini, Ettore Scola.
Tra tanti festival e cariche culturali Giorgio Gosetti ha sempre tenacemente mantenuto il suo rapporto con l'ANSA, non più da redattore ma da collaboratore, anzi da riferimento fondamentale, firma illustre che ha dato prestigio all'agenzia in tanti anni. Un articolo di Giorgio Gosetti, mai meno di 100 righe, era sempre un affresco di un personaggio o di un film ed era atteso dalla redazione come una pagina imperdibile, perfetta, arguta della giornata.
Nel 1991 ha fondato ed è stato a lungo direttore del Courmayeur Noir in Festival, che nasceva dalla sua passione per il giallo e il polar e veniva dopo le sue esperienze al Mystfest di Cattolica fondato da Felice Laudadio, uno dei suoi tanti strettissimi amici. Ha insegnato Organizzazione di eventi cinematografici e audiovisivi al corso di Laurea Magistrale del Dams di Bologna, ha pubblicato saggi su Marguerite Duras, Luigi Comencini, Alfred Hitchcock, Carlo di Carlo, Allan Dwann Sydney Pollack. È stato anche direttore di Italia Cinema per la promozione all'estero.
La disabilità che lo aveva colpito bambino, una poliomelite, per tutta la vita l'aveva beffeggiata, andando in bicicletta e ignorandola bellamente. Lascia la moglie e il figlio Tommaso. Domani sabato 7 marzo alle ore 15 nella chiesa di Santa Teresa D'Avila Corso d'Italia 37 a Roma i suoi funerali.
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